L’attenzione dei media si è recentemente concentrata su alcuni controversi grafici relativi all’attività delle bot farm, emersi in seguito alle interruzioni dei servizi di Yandex in Russia. Dopo gli attacchi delle Forze di difesa ucraine contro alcuni centri dati sul territorio russo, Cloudflare – la piattaforma cloud globale che funge da intermediario tra i visitatori dei siti web e i server – ha rilevato un calo del traffico automatizzato proveniente da Yandex.

Ciò ha alimentato la discussione su alcuni screenshot non verificati che mostravano attività di bot a sostegno del partito Alternative für Deutschland (AfD | ESN). Tali screenshot sono stati successivamente smentiti. Esistono tuttavia dati verificati su un’altra componente della rete di disinformazione russa in Europa, nello specifico sul segmento in lingua tedesca attivo in Germania e Austria. Si tratta di siti web filorussi che, oltre a diffondere disinformazione favorevole al Cremlino, sostengono attivamente l’AfD.

L’influenza distruttiva delle risorse analizzate non si limita al consueto sostegno al partito di estrema destra. I loro obiettivi sono chiaramente più ampi. Accanto alla promozione esplicita dell’AfD, queste piattaforme rilanciano le teorie complottiste del Cremlino: dai miti sul “dominio dei globalisti” alle favole sul “declino della vecchia Europa”.

Ciò è in linea con le dichiarazioni dello stesso Putin, il quale ha sostenuto che il successo dell’AfD sarebbe il risultato degli errori sistemici dei “globalisti occidentali” e della crescente consapevolezza degli europei circa i rischi di essere trascinati in una guerra con la Russia – rischi che, naturalmente, attribuisce alle politiche degli attuali leader europei.

La portata di questa rete informativa è evidente dall’analisi del traffico di una serie di siti web e dei loro contenuti. Tra questi vi sono sia grandi piattaforme con un pubblico di milioni di utenti, sia siti satirici di nicchia. Il pericolo rappresentato da questi ultimi non risiede nella loro portata di massa, bensì nel loro ruolo in operazioni speciali mirate del GRU/FSB o in altre attività ibride, nelle quali il mezzo di comunicazione funge semplicemente da facciata per legittimare l’influenza politica russa e i flussi finanziari.

Unser Mitteleuropa

La testata Unser Mitteleuropa – tradotto “La nostra Europa centrale” – coltiva con cura l’immagine di un libero progetto portato avanti da volontari. Nelle sue pubblicazioni periodiche, tuttavia, presenta senza riserve l’AfD come un “soffio d’aria fresca” e una forza salvifica. La redazione si dedica instancabilmente a riabilitare l’estrema destra dalle critiche dei media tedeschi tradizionali, sostenendo che qualsiasi pressione sul partito finisca soltanto per avvantaggiarlo. Il campo democratico viene sfacciatamente definito una “dittatura”, mentre gli esponenti dell’AfD vengono presentati come vittime innocenti della repressione politica.

In un articolo, un autore ha dichiarato apertamente che tutta la pressione esercitata sul partito deriverebbe esclusivamente dal fatto che l’AfD, a differenza dei suoi oppositori, cercherebbe di evitare una guerra con la Russia. La propaganda pura e semplice, tuttavia, non è il limite. Unser Mitteleuropa alimenta generosamente il proprio pubblico con un oscurantismo di prima qualità: teorie complottiste sui danni provocati dalle antenne 5G, assurdità no-vax sul COVID-19 e altri virus della disinformazione.

In una pubblicazione recente, il sito ha sostenuto che i servizi segreti americani eserciterebbero un’influenza sull’Europa attraverso la sfera culturale. Secondo la piattaforma Similar Sites, il sito registra 82.000 visite mensili.

È significativo che, molto prima dell’invasione su vasta scala, la risorsa abbia coordinato la creazione di un gruppo di media di destra, riunendo più di 25 testate di diverso grado di radicalismo sotto il nome di “European Media Cooperation”.

Il fondatore del sito è l’ungherese János Bencsik. Al momento del lancio del portale era membro del partito ungherese apertamente filorusso Jobbik. Bencsik è stato inoltre editore della provocatoria testata Kárpát Hír, rivolta alla minoranza ungherese nella regione ucraina della Transcarpazia, attraverso la quale la disinformazione del Cremlino veniva sistematicamente diffusa per alimentare il separatismo.

Il leader formale della già citata “European Media Cooperation” era imvece l’austriaco Peter Gauer, morto nel novembre 2021. Nel 2020 fu processato in Austria con l’accusa di aver violato la legge che vieta le organizzazioni naziste. Fu assolto, ma durante le udienze Gauer ammise apertamente di aver creato Unser Mitteleuropa insieme ad alcuni “amici ungheresi” e di aver lavorato anche per Stefan Magnet, figura di cui parleremo separatamente più avanti.

Report24

Piattaforma austriaca, Report24 sfrutta sistematicamente e cinicamente il tema della guerra in Ucraina, spostando la responsabilità dall’aggressore alla vittima. Ai lettori viene costantemente propinato il mito dell’AfD come “unica forza pacifista” capace di portare la pace. Agli esponenti dell’estrema destra viene offerta una piattaforma aperta per qualsiasi provocazione. Il traffico del sito è considerevole: oltre 432.000 visite mensili.

Il 22 ottobre, Report24 ha pubblicato un articolo accusando SPD, CDU e Verdi di un presunto attacco contro Alternative für Deutschland. Il legame tra Report24 e la Russia è evidente. La testata è registrata a Linz, in Austria, allo stesso indirizzo legale (Steingasse 6A) dei controversi progetti filorussi AUF1 e Info-Direkt.

Nel luglio 2022, AUF1 promosse la tesi secondo cui la Russia si sarebbe limitata ad anticipare una prevista invasione dell’Ucraina da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Rappresentanti di Info-Direkt si recarono in Russia e nella Crimea occupata, dopo di che sulla rivista comparvero materiali relativi a tali visite.

Il fondatore di AUF1 è il già citato Stefan Magnet, un sostenitore di lunga data e convinto del Cremlino, che si reca regolarmente a Mosca e elogia pubblicamente le politiche di Putin. Nel 2019 una rubrica di Stefan Magnet comparve sulla rivista bilingue Art & Business. La rivista veniva pubblicata in Austria sotto la direzione di Natalia Holzmüller, organizzatrice dell’annuale Ballo russo di Vienna – il Russischer Ball in Wien – al quale partecipavano esponenti degli ambienti politici, culturali e imprenditoriali austriaci e russi.

Poco prima di uno di questi balli, nel 2015, Stefan Magnet presentò personalmente il quinto numero della rivista Info-Direkt. Pubblicamente negò qualsiasi legame formale con la pubblicazione, ma i fatti sono ostinati. Ciliegina sulla torta: dal 2016 i server di Info-Direkt si trovano fisicamente sul territorio russo. La domanda su chi amministri realmente questi processi trova così da sola la propria risposta.

Journalistenwatch

Questo è un classico esempio di manipolazione attraverso il framing. Il sito Journalistenwatch concentra tutta l’attenzione del pubblico sui temi dell’immigrazione, attribuendo artificialmente qualsiasi problema interno della Germania contemporanea esclusivamente ai rifugiati. Naturalmente, l’AfD viene presentata come l’unica forza in grado di salvare i tedeschi. Journalistenwatch registra oltre 574.000 visite mensili.

Il principale leitmotiv delle sue pubblicazioni è che l’attuale governo tedesco sarebbe “anti-popolare e antidemocratico”, mentre una potente macchina repressiva statale starebbe presumibilmente operando contro l’AfD. Il direttore di questa testata è Max Erdinger, autore di lunga data per la sezione tedesca della rete di propaganda statale russa RT (Russia Today). Anche dopo l’invasione su vasta scala, Erdinger ha sostenuto spudoratamente che le sanzioni contro la Russia fossero state imposte dagli Stati Uniti con il solo obiettivo di distruggere l’industria tedesca.

In una recente pubblicazione, illustrata con un’immagine del cancelliere Friedrich Merz davanti a una bandiera ucraina, la tesi principale era che, per porre fine alla guerra, l’Ucraina dovesse cedere i territori occupati dalla Russia. Il dominio appartiene a Daniel Matissek, collaboratore della già citata Report24. Il coinvolgimento russo non viene nemmeno nascosto: emerge ostentatamente da ogni materiale.

PI-News

In pratica, PI-News è un blog aggressivo – il nome sta per Politically Incorrect News – che nel 2021 l’Ufficio federale tedesco per la protezione della Costituzione ha ufficialmente classificato come estremista di destra. Il suo profilo principale consiste nell’incitamento all’odio, nell’islamofobia e nella propaganda anti-immigrazione. Il sito registra oltre 850.000 visite mensili.

Con la scusa di “combattere il politicamente corretto”, attacca continuamente l’Ucraina, scredita il governo tedesco e chiede il ripristino dei rapporti economici con Mosca. Gli unici modelli presentati come esempi positivi sono i leader dell’AfD e, in precedenza, l’allora primo ministro ungherese filorusso Viktor Orbán. Gli stessi funzionari del partito AfD pubblicano spesso propri articoli sul sito, elogiando i loro omologhi.

PI-News è stato fondato da Stefan Herre, che ha lavorato a lungo nell’ufficio dell’eurodeputato di AfD Petr Bystron, la stessa persona alla quale tra il 2024 e il 2025 il Bundestag e il Parlamento europeo hanno revocato progressivamente l’immunità parlamentare nel contesto di indagini sul riciclaggio di denaro del Cremlino in cambio di voti “utili”. Il sistema di finanziamento conduce al noto uomo di fiducia di Putin, Viktor Medvedchuk, e alla sua rete di agenti d’influenza incentrata sul progetto Voice of Europe.

COMPACT

COMPACT è il fiore all’occhiello della propaganda di estrema destra, creato da Jürgen Elsässer. Il repertorio delle manipolazioni è quello consueto: caccia agli immigrati, lotta contro il “globalismo”, elogi dell’AfD e demonizzazione della NATO, rappresentata come aggressore in contrasto con una Russia “amante della pace”. Il sito registra oltre 281.000 visite mensili.

Nel marzo 2022, immediatamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina, COMPACT lanciò una campagna su larga scala intitolata “Frieden mit Russland”, cioè “Pace con la Russia”. Elsässer chiede apertamente l’uscita della Germania dalla NATO, la fine del sostegno all’Ucraina e la completa revoca delle sanzioni contro l’aggressore.

Naturalmente, Jürgen Elsässer è un frequentatore abituale dei ricevimenti presso l’ambasciata russa a Berlino. Il 7 ottobre 2025 la testata vi presentò una medaglia d’argento intitolata “Patriot Wladimir Putin”, coniata in occasione del 73º compleanno del “patriota”.

QPress

Nonostante il suo pubblico ridotto, anche QPress merita attenzione. Il sito compare nei rapporti del NATO Strategic Communications Centre of Excellence (StratCom) come partecipante a operazioni informative speciali russe coordinate. In particolare, è stata utilizzata attivamente per seminare dubbi e fornire copertura a Mosca dopo l’avvelenamento con Novichok di Alexei Navalny.

Similar Sites non indicizza affatto il sito a causa dei bassi volumi di traffico. Un altro servizio, Ahrefs, registra circa 1.300 visite e 1.900 visualizzazioni di pagina al mese. La risorsa si maschera da sito satirico, apparentemente impegnato a combattere “l’assurdità della vita quotidiana”. In realtà promuove la consueta agenda: sostegno all’AfD, distorsione della realtà e attacchi alla classe politica tedesca.

In una recente pubblicazione, il sito ha criticato gli investimenti delle aziende tedesche della difesa e diffuso narrative antisemite.

Overton-magazin.de

Infine c’è overton-magazin.de, il cui paradosso è che dichiara di avere posizioni di sinistra. Ci si potrebbe chiedere che cosa abbia a che fare la sinistra con l’AfD di estrema destra, ma la teoria della “ferro di cavallo” della politica funziona alla perfezione.

Il sito pubblica regolarmente articoli a difesa dell’AfD, conditi da allarmismi secondo cui qualsiasi tentativo di mettere al bando il partito condurrebbe inevitabilmente a una guerra civile in Germania. Il sito ha un traffico piuttosto significativo: oltre 211.000 visite mensili.

Gli autori della risorsa sono strettamente legati alle strutture statali russe. In particolare, Ulrich Heyden risiede stabilmente a Mosca e scrive per RT, producendo regolarmente reportage dai territori ucraini occupati nei quali giustifica cinicamente i crimini di guerra russi.

Una delle pubblicazioni più recenti del sito è dedicata all’espansionismo della NATO e al suo presunto ruolo nell’alimentare i conflitti. Un’illustrazione della Russia circondata dall’Alleanza indica eloquentemente il contenuto e i messaggi dell’articolo intitolato “L’espansione della NATO è in pieno svolgimento”.

L’autore scrive: “Anche senza l’Ucraina, la NATO continua il suo percorso di espansione. Sembra che tutti gli sforzi degli Stati Uniti volti a raggiungere un accordo con la Russia servano soltanto a mascherare questa realtà”.

È tempo di togliersi i guanti bianchi

Tutti i principali pilastri informativi sui quali si fonda il successo elettorale dell’AfD presentano un legame chiaro, esplicito e documentato con il Cremlino. La catena è ininterrotta: dai messaggi condivisi e dai server situati sul territorio russo alle visite presso l’ambasciata russa, fino ai riconoscimenti conferiti da Putin e al denaro ricevuto attraverso sistemi simili a quelli di Medvedchuk.

Questi media non si limitano a diffondere disinformazione sotto la bandiera di un cosiddetto “punto di vista alternativo”. Essi legittimano gli agenti d’influenza e creano un comodo ascensore sociopolitico per le forze filorusse, conducendole direttamente fino al parlamento tedesco.

Offuscando i fatti, alimentando l’elettorato con teorie complottiste e paure relative a pericoli inventati, Mosca genera una domanda per forze marginali controllabili, la cui vocazione è distruggere l’unità della Repubblica Federale di Germania e subordinarla agli interessi dell’aggressore.

Per Berlino è arrivato il momento di togliersi i guanti bianchi. Il semplice monitoraggio dei contenuti da parte dello StratCom o le iniziative pubbliche di alfabetizzazione mediatica non sono più sufficienti. Devono essere messi in campo strumenti di controllo finanziario, “liste di sanzioni” per i media, fino all’apertura di procedimenti penali per il finanziamento di attività contro lo Stato e al sequestro dei beni. L’impunità dei portavoce del Cremlino in Europa è alimentata esclusivamente dalla lentezza della burocrazia occidentale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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